AGORÀ NR.9
– 1 marzo 1995
Rifiuto degli zingari
Ritornano purtroppo attuali alcune notizie di cronaca. In Austria quattro zingari sono morti per lo scoppio di un ordigno sistemato ai piedi di un cartello razzista che invocava l’espulsione dei nomadi. In Italia un bimbo zingaro è rimasto ferito da una bomba piazzata in un libretto di favole da lui trovato nei pressi del campo. A Cuneo una nomade è stata condannata a tre mesi di carcere per “aver commesso un furto ricorrendo a mistificanti operazioni di chiromanzia e stregoneria”.
Nella Svizzera italiana, dove negli anni scorsi non sono mancati atti aggressivi contro gli zingari (come spari verso le roulottes), non si è ancora riusciti a trovare una soluzione per un’area di sosta in vista dell’arrivo imminente delle prossime carovane. Si dovrà assistere alla replica del penoso spettacolo d’inciviltà e intolleranza mostrato dal Ticino lo scorso anno?
Gli
zingari non hanno una storia scritta da loro stessi. Quanto si sa su di loro lo
si apprende da fonti non zingare, ossia dai resoconti degli incontri, o
scontri, che i sedentari hanno avuto con loro nel corso dei secoli. Un altro
modo per ricostruire gli avvenimenti del loro passato è l’indagine
linguistico-semantica e lo studio comparato della musica. Dalla presenza di una
determinata parola nella loro lingua si cerca di stabilire il periodo nel quale
essi, nel passato, hanno soggiornato in un determinato luogo. Dalle analogie
tra la musica zingara ed altre musiche folcloristiche si cerca di stabilire le
influenze reciproche nelle varie epoche. Una fonte ancora molto da approfondire
è la raccolta e lo studio dei racconti orali, delle leggende e delle altre
espressioni tradizionali come i canti, le danze, ecc.
Sono
un popolo originario dell’India nord-occidentale. La loro lingua è molto simile
al sanscrito. Il loro vero nome è ROM. Si distinguono in:
·
Sinti, zingari
nomadi del centro Europa ed Italia settentrionale (giostrai, allevatori di
cavalli, cestai, che si dedicano anche allo spettacolo). Sono suddivisi in
sottogruppi a seconda delle zone nelle quali migrano prevalentemente:
piemontesi, estrekaria (Alto Adige), Havati (Croazia), Krassaria (Carso) ecc.
·
Rom, che nella
loro lingua significa “uomo”. Sono suddivisi in Rom Kalderasha (calderai e
doratori), Rom Laudari (musicisti dell’Ungheria), Rom Khorakhané (mussulmani),
Rom Kovacs (fabbri dell’Ungheria), Rom Rudari (intagliatori di legno originari
dalla Romania), Rom sedentarizzati designati secondo i luoghi di residenza.
·
Gli
zingari svizzeri si chiamano Jennisch.

Se per
storia s’intende l’aver inciso profondamente nello sviluppo e nelle
trasformazioni delle società, si potrebbe quasi dire che essi non hanno storia.
Se per storia si intende invece presenza e continuità, essi hanno una lunga
storia. E questa storia è intrecciata con la storia dei pregiudizi, delle
ingiustizie, le persecuzioni, le emarginazioni che i sedentari, specialmente in
Europa, hanno perpetrato nei loro confronti.
·
Verso l’anno 1000: Gli zingari lasciano l’India e si
stabiliscono in Persia e nel Medio Oriente;
·
Verso il 1400: Si insediano in villaggi nella
penisola balcanica dove vengono dichiarati schiavi. Una parte di essi rimane
tale fino al 1856 (Rom Bovara e Kalderasha) gli altri si spostano verso ovest.
Nei primi decenni del 1400 compaiono gli zingari in quasi tutti i paesi
europei. Il 1417 è considerato storicamente l’anno del loro arrivo in Europa.
·
Fino al 1700: Gli zingari sono avversati dalla Chiesa
(molti pregiudizi sono di natura mistica religiosa), dalle corporazioni (che
temono la concorrenza delle attività artigianali) e dagli stati (che promulgano
molti bandi contro gli zingari, come per esempio l’espulsione dalla Spagna nel
1492).
·
1700 – 1900: Il sorgere degli stati nazionali e
l’aumentata organizzazione delle società porta a una diminuzione della
tolleranza verso le minoranze. Vi è un incremento della marginalizzazione e
sorgono nei diversi stati delle ben elaborate legislazioni antizigane, oppure
viene tentata la carta dell’assimilazione forzata, come nel caso dell’Austria,
sotto l’imperatrice Maria-Teresa che intendeva trasformare i nomadi in “buoni
austriaci”. I pregiudizi mistici e religiosi vengono man mano scemando
d’importanza e sono sostituiti da pregiudizi laico-razionalistici (Lombroso) e
pseudoscientifici (teorie razziali).
·
1900-2000:
Sterminio nazista
1936
fondazione dell’Istituto nazista per la questione gitana.
1938 decreto per la lotta
contro la minaccia gitana che propugna la sterilizzazione e la deportazione.
1939
deportazione di tutti gli zingari in Polonia.
1942
destinazione degli zingari: Auschwitz (Himmler).
Ad Auschwitz gli zingari
erano particolarmente ambiti per fare da cavia per esperimenti parascientifici.
In tutto si calcola che più di 500'000 zingari siano stati sterminati dai
nazisti. In una sola notte, quella del 25 luglio 1944, ad Auschwitz furono
uccisi nelle camere a gas gli ultimi 2987 zingari del campo. Essi hanno lottato
accanitamente ed eroicamente contro le SS che erano venute a prelevarli nelle
baracche, scrivendo così una pagina gloriosa della resistenza all’interno di
Auschwitz. Migliaia di zingari furono massacrati dai fascisti jugoslavi,
rumeni, ecc… e ci furono persecuzioni anche nell’Italia fascista.
·
Persecuzione in Svizzera.
·
Dopoguerra
Continuazione delle
discriminazioni, non riconoscimento fino al 1961 dei risarcimenti per le
persecuzioni razziali.
Nel 1989 persecuzione e
deportazione verso
·
Oggi gli zingari sono stati riconosciuti
dall’ONU dove hanno un loro rappresentante. I loro diritti sono pure sanciti
dalla risoluzione N. 463 del 1969 e N. 12 del 1975 del Consiglio d’Europa di
Strasburgo. Nonostante questi riconoscimenti la marginalizzazione è aumentata a
causa dell’urbanizzazione (diminuzione delle occasioni di guadagno e maggiori
difficoltà nel reperimento di aree di sosta).
Allarme verso la diversità e nascita dei pregiudizi.
Già
subito al loro apparire in Europa gli zingari sono stati visti come diversi,
alieni alla concezione sedentaria della vita medioevale. Così le popolazioni di
quel tempo hanno reagito con diffidenza e paura verso quella gente in perpetuo
movimento. Il modo più facile per uscire da una situazione di allarme verso la
diversità è il pregiudizio. Il pregiudizio si forma in tre fasi. Nella prima si
nega l’altro, non gli si riconosce una realtà storica. Nella seconda fase si
carica l’altro di attributi negativi. Da ultimo lo si trasforma in un capro
espiatorio.
Pregiudizi arcaici mistico religiosi
Nei
tempi più remoti gli zingari erano considerati di origine malefica (discendenti
di Caino, di Ismaele) e responsabili di malvagità contro la religione (furto
delle fasce di Gesù bambino istigatori di Giuda, costruttori dei chiodi della
crocifissione, ecc.). Essi venivano accusati di antropofagia e di stregoneria.
A causa di queste credenze furono molto perseguitati, ma incutevano, nel
contempo, in certo rispettoso timore.
Pregiudizi laico-razionalistici
Con il
formarsi della coscienza razionalistica moderna gli stereotipi mistici hanno
perso di credibilità e hanno spazio soltanto nell’ambito delle diverse
sottoculture para-religiose e superstizione. I pregiudizi però non sono
scomparsi, ma si sono trasformati. Hanno così preso piede concezioni diverse ma
altrettanto, se non maggiormente, pregiudizievoli verso gli zingari. Si sono
così affermate le teorie delle tipologie criminali (Lombroso) e una miriade di
parascienze e pseudobiologie, fino alla “teoria della razza” di stampo nazista.
Questi
pregiudizi sono molto più gravi dei precedenti perché introducono la concezione
di “inferiorità congenita” e inducono a considerare l’altro come essere privo
di dignità. Inoltre la loro veste pseudoscientifica li fa sembrare più seri e
credibili. Gli effetti di queste concezioni emergono con spaventosa chiarezza
quando si guarda a quali realizzazioni hanno portato durante il nazismo.
Pregiudizi culturali
Oggi
la parascienza biologica è stata relegata accanto agli stereotipi arcaici e non
gode più di nessuna credibilità. Sono per questo scomparsi i pregiudizi?
Purtroppo no. Non si è voluto rinunciare alla presunzione di sentirsi superiori
e così si dice che gli zingari sono inferiori perché portatori di una cultura
di minor pregio e comunque incompatibile con la nostra.

Spostamento
con il carro. Genitori con due bimbi e un cane
Per
prima cosa bisogna rendersi conto che i conflitti attribuiti alla minoranza
emarginata (in questo caso agli zingari) sono in realtà scompensi interni della
maggioranza emarginante (in questo caso i sedentari).
È
necessario capire quanto un’emarginazione violenta è causa di angoscia e
sofferenza per chi ne è vittima e avverte il mondo intorno a sé come
minaccioso, ostile, invivibile. Non sarebbe male meditare un po’ sulla colpa
collettiva che ha portato a ledere così massicciamente la dignità umana.
Per uscire da questa
situazione è necessario smettere di percepire gli zingari solo sulla base degli
stereotipi che sono stati loro incollati addosso e imparare a conoscerli per
quello che essi sono in realtà. Si deve conoscere la loro storia, la loro
cultura, comunicare con loro per apprendere quali sono i loro sentimenti e i
loro problemi e trasmettere a loro i nostri. Per cambiare le cose in meglio ci
vuole un forte impegno civile di informazione e di educazione in particolare
nelle scuole, ma anche in tutti gli altri ambiti della società.
(Silvana Calvo)