LA REGIONE – “L’opinione” - 23 giugno 1999

 

 

 

Brutto segnale

 

 

Un deputato al nostro parlamento, Rudolf Keller dei Democratici svizzeri, si permette affermazioni antisemite di gravità estrema (addirittura l’invito al boicottaggio dei commercianti ebrei), viene denunciato per violazione della legge federale contro il razzismo, e il Consiglio degli Stati (con 25 voti contro 11) si rifiuta di togliergli l’immunità parlamentare.

Questo è un bruttissimo segnale che giunge purtroppo dall’alto, ossia da una delle nostre massime istituzioni. È un segnale che rafforzerà i sentimenti antiebraici, che già si sono insinuati in parte della popolazione, e potrebbe incoraggiare coloro che dai sentimenti aspirano a passare a comportamenti più concretamente ostili. Questa è una responsabilità pesante a cui la Camera Alta del nostro stato potrebbe venir un giorno chiamata a rispondere. La crisi innescata dalla problematica dei beni ebraici e del comportamento svizzero durante, e dopo, la seconda guerra mondiale avrebbero potuto essere un’occasione per portare il paese ad una presa di coscienza, e ad un esame di realtà, che avrebbe potuto costituire un salto di qualità da un passato, intriso dei mali del secolo che sta per finire, verso un futuro più maturo e responsabile. Di fronte alla popolazione in parte disorientata e in mezzo alla quale serpeggiano false convinzioni e pregiudizi, chi sta in alto ha una grande responsabilità. Ci sono segnali positivi e ci sono segnali nefasti: quello che ha dato il Consiglio degli Stati è uno di questi ultimi.

È pur vero che, per fortuna, ci sono stati anche segnali di segno positivo, provenienti da rappresentanti delle istituzioni, ed è bene ricordarli: la nostra presidente, la signora Ruth Dreifuss, che dal Kossovo ha portato in Svizzera dei profughi, Giuseppe Buffi, che avuto ferme parole durante la recente campagna elettorale affermando che “domani i popoli saranno giudicati dal modo nel quale si comportano nei riguardi di chi oggi cerca aiuto”.

È importante che i politici degni di questo nome non abbiano pudore di parlare e agire anche contro corrente esprimendo valori etici e morali senza preoccuparsi di contrariare chi coltiva sentimenti xenofobi, razzisti e antisemiti: loro compito non è quello di seguire l’onda, ma quello di incidere positivamente nella realtà.

La triste decisione del Consiglio degli Stati ferisce la comunità ebraica, che da secoli è parte integrante di questo paese, ed offende anche tutti coloro che aborriscono l’antisemitismo, e ricordano con sgomento dove può portare una strada che parte dall’istigazione al boicottaggio dei commercianti ebrei.

                                                                                        (Silvana Calvo)