Un
deputato al nostro parlamento, Rudolf Keller dei Democratici svizzeri, si
permette affermazioni antisemite di gravità estrema (addirittura l’invito al
boicottaggio dei commercianti ebrei), viene denunciato per violazione della
legge federale contro il razzismo, e il Consiglio degli Stati (con 25 voti
contro 11) si rifiuta di togliergli l’immunità parlamentare.
Questo
è un bruttissimo segnale che giunge purtroppo dall’alto, ossia da una delle
nostre massime istituzioni. È un segnale che rafforzerà i sentimenti
antiebraici, che già si sono insinuati in parte della popolazione, e potrebbe
incoraggiare coloro che dai sentimenti aspirano a passare a comportamenti più
concretamente ostili. Questa è una responsabilità pesante a cui
È pur
vero che, per fortuna, ci sono stati anche segnali di segno positivo,
provenienti da rappresentanti delle istituzioni, ed è bene ricordarli: la
nostra presidente, la signora Ruth Dreifuss, che dal Kossovo ha portato in
Svizzera dei profughi, Giuseppe Buffi, che avuto ferme parole durante la
recente campagna elettorale affermando che “domani i popoli saranno giudicati
dal modo nel quale si comportano nei riguardi di chi oggi cerca aiuto”.
È
importante che i politici degni di questo nome non abbiano pudore di parlare e
agire anche contro corrente esprimendo valori etici e morali senza preoccuparsi
di contrariare chi coltiva sentimenti xenofobi, razzisti e antisemiti: loro
compito non è quello di seguire l’onda, ma quello di incidere positivamente
nella realtà.
La
triste decisione del Consiglio degli Stati ferisce la comunità ebraica, che da
secoli è parte integrante di questo paese, ed offende anche tutti coloro che
aborriscono l’antisemitismo, e ricordano con sgomento dove può portare una
strada che parte dall’istigazione al boicottaggio dei commercianti ebrei.
(Silvana Calvo)