Fabio
Levi, In viaggio con Alex. La vita e
gli incontri di Alexander Langer (1946-1995), Feltrinelli, Milano 2007.

Copertina
di In viaggio con Alex.
Sfondo
verde, in primo piano Alex
Langer
con mantello e borsa da
Viaggio.
In viaggio con Alex
Come
battersi per la pace nel bel mezzo di una guerra
Di profilo
Alexander Langer nasce nel 1946 in una famiglia borghese,
laica e liberale del Sud Tirolo. I genitori austriaci frequentano amici
italiani e desiderano che i figli conoscano bene entrambe le culture. Una
situazione familiare peculiare e differente con l’ambiente esterno che porta il
giovane Langer a interrogarsi sull’appartenenza comunitaria e sul rapporto tra
culture diverse. Una prima e fondamentale risposta ai suoi interrogativi la
trova a diciotto anni. Tra le tematiche al centro della sua attenzione
intellettuale e del suo agire politico vi sono la situazione nell’Alto-Adige;
le problematiche internazionali, il rapporto tra Nord e Sud del mondo; gli
interrogativi sul senso e la dinamica dell’unificazione europea. Altrettanto
innovativo è stato il contributo dato alle tematiche ambientali e al suo
movimento (fu tra i fondatori negli anni ’80 dei Verdi in Italia e in Europa). Negli ultimi anni
di vita Langer si dedica a ragioni di pace nei territori dell’ex Jugoslavia,
segnati da violenze e guerre civili. Il 3 luglio del 1995 si toglie la vita nei
pressi di Firenze
Inf. Wikipedia
È uscito,
presso l’editore Feltrinelli, il libro In
viaggio con Alex. L’autore, Fabio Levi, nel seguire passo passo il percorso di Alexander Langer, divenuto nel 1989
capogruppo dei Verdi al parlamento europeo, ha fatto un lavoro immane, ma ne è
valsa la pena. Da una parte è riuscito a far rivivere Alex in tutto il suo
spessore e a farlo conoscere anche a chi di lui sapeva molto
poco. Dall'altra, ha raccontato la storia, le vicende, i conflitti, i
nodi politici e sociali, le speranze e le delusioni degli ultimi cinque decenni
del '900, visti attraverso gli occhi e mediati dall’intelligenza e dalla
sensibilità di quell'infaticabile e appassionato tessitore di contatti che
Alexander Langer è stato e che sembra aver avuto proprio il talento di trovarsi
sempre al centro degli avvenimenti, nella sua terra - l’Alto Adige-Sud Tirolo -
per promuovere il dialogo e la collaborazione, a Firenze e in Germania negli
anni delle lotte giovanili del
Per capire
meglio chi fu in realtà Alexander Langer, interroghiamo l’autore, Fabio Levi,
professore di storia presso l’Università di Torino.
D.: Chi è Alex, il protagonista del libro?
R.: Un politico come se ne trovano pochi. Uno che stava in mezzo
alla gente e che per quarant’anni ha concepito la politica come un mezzo per
migliorare la convivenza fra le persone, senza mai smettere di agire di
conseguenza.
D.: Che senso ha seguire il suo percorso umano, culturale e
politico?
R.: Aiuta a ripercorrere la storia d’Italia e d’Europa dell’ultimo
scorcio del ‘900 attraverso le interpretazioni e le iniziative di un
protagonista sempre al centro degli eventi più drammatici e dirompenti. Aiuta
d’altra parte a capire che, anche nel mezzo dei conflitti più violenti e
sanguinosi come nell’ex-Jugoslavia dei primi anni ’90, è possibile svolgere
un’azione di pace.
D.: Cosa rende così singolare la sua vicenda? E quanto di
essa può, viceversa, essere considerato comune a molti della sua generazione?
R.: Molti della sua generazione – egli nacque nel 1946 - hanno
creduto nella politica come strumento per difendere i più deboli, ma pochissimi
hanno saputo cercare come lui ha fatto, senza interruzione, di adeguare via via i propri strumenti interpretativi ai grandi cambiamenti
della realtà senza mai rinunciare alla
propria freschezza di ragazzo intelligente e sensibile. In pochi, soprattutto,
hanno saputo proporsi con tanta continuità come portatori di speranza ai tanti
che erano nelle condizioni di perderla.
D.: Qual sono gli interrogativi che scaturiscono da una
storia come questa?
R.: Molti e di grande portata. Ad esempio: è possibile battersi
per la pace nel bel mezzo di una guerra? Come può lo slancio verso gli altri
andare al di là del soccorso a un solo individuo in difficoltà e assumere una
dimensione più ampia, collettiva, senza farsi fagocitare dalle logiche di
potere? Quale contributo i singoli individui possono dare a una coerente ed
efficace difesa dell’ambiente? Langer nella sua vita ha cercato di dare delle
risposte a tutto questo: risposte che non necessariamente sono quelle più utili
oggi, ma senza dubbio originali e degne di essere assunte come termine di
riferimento.
D. Quali sono le riflessioni, utili oggi, che la lettura
della vita di Alex può suscitare?
R.:
Una in particolare: che nel mondo di oggi è necessario confrontarsi
continuamente con il cambiamento. Ma che proprio per questo il legame con le
proprie origini, con la propria terra, può costituire una risorsa
straordinaria: non per difendersi e chiudersi a riccio, ma per aprirsi agli
altri con qualche cosa da offrire. Langer ha mantenuto per tutta la vita un
rapporto costante ed essenziale con il Sud Tirolo dove era nato, ma anche
grazie a questo ha potuto viaggiare senza soste confrontando la propria storia
e le proprie idee con quelle degli altri.
(Silvana Calvo)