Alberto
Cavaglion, Per
via invisibile, Edizioni Il Mulino, Bologna, 1998.

Copertina di Per
via invisibile.
Base
gialla con l’immagine di una donna pensosa
inserita
in un cuneo rettangolare sopra il titolo.
Il
libro nasce dalla lettura della corrispondenza scambiata dai membri della
famiglia Diena di Torino, nonostante le difficoltà e
coi mezzi precari consentiti quando già la persecuzione
nazista li aveva colpiti e divisi.
Dalla
retro-copertina:
Un padre, una madre, due figli: una
normale famiglia della buona borghesia torinese, ma
ebrea e antifascista. Negli anni estremi del regime, la persecuzione politica e
razziale si abbatte su questa famiglia, la disperde e finisce per decimarla: il
padre muore deportato a Flossenbürg, un figlio cade
nella lotta partigiana. Nutrito di moralità e amore il legame familiare è tanto
più forte quanto più gli eventi allontanano irrimediabilmente genitori e figli.