Flavio Maggi, Un medico ticinese alla corte di Hitler: Leonardo Conti (1900-1945), Armando Dadò Editore, Locarno 1999.

 

 

Copertina del libro bianca con titolo in rosso.

 

 

 

Dalla quarta di copertina

Questo libro ha lo scopo di illustrare, attraverso le vicende personali e professionali del personaggio centrale, Leonardo Conti, alcuni aspetti di uno dei periodi più bui della medicina in tutta la storia dell'uomo.

Sapevate che uno dei sostenitori più fanatici della follia hitleriana era di origine ticinese? In effetti il Dottor Conti era nato nel 1900 a Lugano e si era poi formato professionalmente, e non solo, in Germania, dove era giunto al seguito della madre, tedesca. Formatosi in ambienti nazionalisti e antisemiti, Conti era stato tra i primi sostenitori del movimento nazionalsocialista, primo medico del partito a Berlino, e si era quindi costruito una brillante carriera, soprattutto in ambito politico.

Arrivato alla leadership della professione medica in Germania immediatamente prima della seconda guerra mondiale, contribuiva in modo importante a tutte le deviazioni perverse della medicina tedesca in quel periodo, come quelle che portarono allo sterminio di alienati mentali, alle sperimentazioni su cavie umane, ai progetti che avrebbero portato alla realizzazione della politica di sterminio in generale, ispirata dal regime da lui fanaticamente sostenuto fino all'ultimo.

Uomo ambizioso e controverso, ha sempre saputo destreggiarsi nei meandri talvolta incontrollabili e incontrollati della burocrazia nazista, ottenendo numerosi riconoscimenti.

Generale delle SS (a titolo onorifico), negli ultimi giorni della guerra dovette assistere al crollo di tutto quanto egli stesso aveva contribuito a costruire, arrivando poi al suicidio, molto misterioso, nei momenti preparatori del processo di Norimberga, nel quale avrebbe dovuto comparire, tra i massimi responsabili dei crimini nazisti, e questa sparizione in sordina gli ha valso un relativo anonimato, perpetuatosi sino ai giorni nostri...

(Informazione dal sito dell’Editore) (Informazioni su Leonardo Conti in Wikipedia)