È nata a Pisa. Ha vissuto i suoi primi anni a Lucca.
Ha studiato da maestra ma il suo sogno era di diventare giornalista.
Prima dell’entrata in vigore delle Leggi razziali
italiane del 1938 comincia a realizzare le sue aspirazioni collaborando ai
giornali della sua regione.
Si trasferisce a Genova dove vive nella
semiclandestinità per sfuggire alle persecuzioni antiebraiche.
Alla guerra e all’occupazione nazista risponde con
l’impegno, diventa partigiana e come tale verrà arrestata. Riconosciuta come
ebrea viene deportata ad Auschwitz Birkenau. Poco prima dell’arrivo dei
sovietici viene trasferita nel campo di lavoro di Malkov
dove rimane fino alla liberazione nella primavera del 1945.
Al ritorno in Italia riprende l’insegnamento e si
dedica di nuovo al giornalismo. Scrive anche dei libri tra cui “Il fumo di
Birkenau”.
Fino alla morte, avvenuta nel 2006 si impegna per
rendere testimonianza della sua esperienza nei Lager con interviste, incontri
con i giovani nelle scuole.
Le sue opere
Il
fumo di Birkenau,
I
ponti di Schwerin, Edizioni Lalli, Poggibonsi,
1978.
La camicia di Josepha,
Edizioni ECIG, Genova, 1988
Dopo il fumo. Sono
il n. A 5384 di Auschwitz-Birkenau, Morcelliana,
Brescia, 1990.
Tagebuch : il diario del ritorno dal lager (postumo: prefazione di Paolo De Benedetti;
introduzione di Piero Stefani), Giuntina, Firenze,
2006.
Campo di betulle: Shoah, l'ultima testimonianza di
Liana Millu,
(a cura di Roberto Pettinaroli, con prefazione di Moni Ovadia e postfazione di
Fernanda Contri),
Leggi l’intervista a
Liana Millu: Auschwitz
ricordi
Leggi la
testimonianza di Liana Millu: Zingari
ad Auschwitz