Michele Sarfatti, Mussolini contro gli ebrei. Cronaca dell’elaborazione delle leggi del 1938, Silvio Zamorani Editore, Torino, 1994.

 

Copertina di Mussolini contro gli ebrei. Fondo grigio blu con titoli e citazione: “art. 1. A qualsiasi ufficio od impiego nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche o private, frequentate da alunni italiani, non possono essere ammesse persone di razza ebraica… Art. 3. Alle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche o private, frequentate da alunni italiani, non possono essere iscritti alunni di razza ebraica… Art. 4. Nelle scuole d’istruzione media frequentate da alunni italiani è vietata l’adozione di libri di testo di autori di razza ebraica.

 

Dalla quarta di copertina:

 

«Le… condizioni fatte agli ebrei potranno essere annullate o aggravate a seconda dell’atteggiamento che l’ebraismo assumerà nei riguardi dell’Italia fascista» (dalla Dichiarazione sulla razza del Gran consiglio del fascismo, 6 ottobre 1938). Siamo qui in presenza del momento forse il più ripugnante dell’intera ripugnante politica antiebraica di Mussolini nel 1938: mentre revoca di colpo agli ebrei parte dei loro diritti, sequestra i diritti rimanenti e li utilizza per ricattare i perseguitati. L’analisi delle numerose testimonianze documentarie consente di chiarire vari nodi problematici rimasti finora irrisolti o celati, di evidenziare gli ampi spazi di originalità e radicalità che contrassegnarono l’operato antiebraico di Mussolini, di misurare la profondità della ferita da lui inferta agli ebrei e a tutto il paese.