Davide
Schiffer, Io sono la mia memoria, Centro
Scientifico Editore, Torino, 2008.

Copertina
di Io sono la mia memoria. Fotografia
a tutta
pagina in varie gradazioni di blu di un
neurone
con il nucleo e i filamenti.
Portando
ad esempio i ricordi (molto interessanti e descritti magistralmente) che
scandiscono le tappe della sua vita e della sua maturazione, Davide Schiffer fa
toccare con mano al lettore quanto complessa sia la memoria e quanto essa sia
legata e intimamente connessa alle altre funzioni psicofisiologiche della
mente. Si può così apprendere che i ricordi non sono sempre uguali a se stessi.
Ad ogni rievocazione si modificano e cambiano colorazione affettiva e cognitiva
perché anche il soggetto nel frattempo si è modifcato
e ha subito un’evoluzione. La rievocazione stessa a sua volta, integrandosi, porta nuovi contenuti e crea nuove
interrelazioni mentali. Tutte queste elaborazioni e rielaborazioni portano
l’autore alla conclusione che sia proprio la memoria ciò che costituisce l’identità della persona,
ossia ciò che ognuno considera essere “io”.
Dalla
retro-copertina:
Che cos’è la memoria? È un fenomeno
biologico? O non è piuttosto un insieme inscindibile di biologia, esperienze
esistenziali, percettive, affettive, irriducibile a
qualsiasi tipo di misurazione? Questo libro è un viaggio alla scoperta della
memoria. Da Kandel a Proust, da Brahms
alla biologia molecolare. Con un punto di arrivo: la memoria
altro non è che un continuo fluttuare dell’identità personale. Come
dire: «io sono la mia memoria».