Rosemarie Wildi-Benedict

È nata a Fiume allora città italiana (oggi croata) da genitori ebrei ungheresi. Le leggi razziali italiane la raggiunsero al momento di entrare al liceo. A quel momento il padre decise di far emigrare suo fratello verso gli Stati Uniti. Dopo l’arrivo dei tedeschi in città nel 1943, Rosemarie fuggì con i genitori in direzione dell’Italia, dove avrebbe vissuto in clandestinità a Caprino Veronese prima, poi in Piemonte. Da ultimo si rifugiò a Boves (città  martire) dove il segretario comunale fornì a tutta la famiglia documenti d’identificazione con falso nome (Benetti). Siccome in paese era risaputo che conosceva la lingua tedesca, Rosemarie fu convocata dal locale comando germanico per svolgere il ruolo di interprete. Contemporaneamente collaborò con la Resistenza.

  Dopo la guerra si laureò in fisica a Torino e poi si trasferì in Svizzera per matrimonio. Da allora vive ad Aarau dove ha insegnato lingua italiana nel locale liceo. È stata per anni Presidente della Società Dante Alighieri della città.

Rosemarie è un’amica a cui devo molto. Mi è vicina e mi incoraggia sempre. Ogni volta che mi viene un’idea o intendo intraprendere un’iniziativa oppure ho bisogno di un consiglio, è a lei che mi rivolgo. Inoltre ha sempre avuto la pazienza di leggere in anteprima i miei scritti: oltre a darmi il suo parere sul contenuto si è anche sempre  premurata di segnalarmi i refusi e le imprecisioni.

 

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Piccole memorie 1938-1950. “Rosemarie”, Edizioni Primalpe, Cuneo, 1999-2001